Pigramente riprendo in mano i colori e disegno il barattolo di cartone dorato che ho qui davanti agli occhi. Disegno senza disciplina, ma non me ne faccio un cruccio. Lo faccio solo perché mi diverte e mi distende.
Non lavoro più. Dal primo marzo di quest'anno, sono libera. Ho lavorato 40 anni . Un lavoro che ho sempre odiato ma che mi ha permesso di vivere tranquillamente. Ma un lavoro che non si ama è come una malattia cronica che logora mente e corpo, che toglie energie. L'entusiasmo no. Quello non me lo porterà via mai nessuno. Ed è per questo che creo questo blog in un momento in cui quasi nessuno legge i blog. Il fatto è che sono in una fase della vita in cui, finalmente, mi interessa poco quello che fa la massa. Mi interessa il particolare. Il dettaglio. L'emozione di un momento. Il ricordo di un viaggio. Il viso di un passante. Un film in lingua originale. Lo spirito dell'inverno. Ora che sono libera, mi interessa scrivere di queste cose; di piccole cose fantastiche.
Mattinata di ieri trascorsa al Tocatì. Quest'anno si è tenuto in Veronetta, non più nel centro storico. E mi è piaciuto tanto. Mi è piaciuto vedere i bambini di oggi divertirsi come matti coi giochi di ieri; mi è piaciuto vedere le strade chiuse al traffico per permettere di allestire banchi di subbuteo; mi è piaciuto vedere ragazzine coraggiose arrampicarsi leste sull'albero della cuccagna; mi è piaciuto guardare i teatrini di marionette esposti nel chiostro della chiesa di San Nazaro; delle vere opere d'arte. E ancor di più ho amato il panorama della mia città vista dall'alto con il simbolo del Tocatì che troneggia allegro e divertente..
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