Pigramente riprendo in mano i colori e disegno il barattolo di cartone dorato che ho qui davanti agli occhi. Disegno senza disciplina, ma non me ne faccio un cruccio. Lo faccio solo perché mi diverte e mi distende.
Mattinata di ieri trascorsa al Tocatì. Quest'anno si è tenuto in Veronetta, non più nel centro storico. E mi è piaciuto tanto. Mi è piaciuto vedere i bambini di oggi divertirsi come matti coi giochi di ieri; mi è piaciuto vedere le strade chiuse al traffico per permettere di allestire banchi di subbuteo; mi è piaciuto vedere ragazzine coraggiose arrampicarsi leste sull'albero della cuccagna; mi è piaciuto guardare i teatrini di marionette esposti nel chiostro della chiesa di San Nazaro; delle vere opere d'arte. E ancor di più ho amato il panorama della mia città vista dall'alto con il simbolo del Tocatì che troneggia allegro e divertente..
Durante il mio viaggio in Scandinavia, tutto quello che ho visto ha lasciato un segno nel mio accogliente ma intransigente cuore. Ma c'è un posto che mi ha dato un'emozione unica e inaspettata. Una vera sorpresa. Una gigantesca, poetica sorpresa : Parco Vigeland. Si tratta di un'area all'interno del grande Frognerparken di Oslo (45 ettari) dedicata all'esposizione permanente di sculture, bassorilievi e opere in ferro battuto dell'artista norvegese Gustav Vigeland. Le sculture rappresentano persone di tutte le età colte in vari momenti ed espressioni della vita. Sono tutte nude e questo impedisce di collocarle in stratificazioni sociali . Sono messe a nudo in un momento preciso mentre provano determinate emozioni che vanno dalla rabbia, alla spensieratezza, all'incomprensione, all' amore. Sono splendide. Avrei passato ore in quel posto. Avrei voluto guardarle con calma. Restare lì. Fotografarle tutte, ma sono tante (più di 200). Le ho amate tantissim...
Commenti
Posta un commento